Abstract Quaderno del Lionismo N. 40

 Ruolo dei Lions Club in un sistema di democrazia partecipativa

                                    

 

Breve descrizione del contenuto:                          

Il congresso tenutosi a Rieti il 19-20 novembre 1994, Governatore il prof. Bruno Ferraro, è stato un incontro, non solo importante ma storico per l’Associazione, perché dagli atti sono emersi rivalutati tutti i principi fondamentali del lionismo. E’ stato ribadito che i principi etici sono il fondamento dell’azione associativa, nell’ottica di collaborazione con le istituzioni, tenendo però presente che ai Club non competono scelte politiche, in quanto di parte, ad eccezione delle scelte per la difesa dei diritti universali dell’uomo e costituzionali del cittadino. Nonostante la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dell’ONU e la meritoria attività di altri importanti organizzazioni internazionali, nel mondo la fame è sempre presente. I Lions Club hanno quindi il dovere di attivarsi perché si realizzino programmi a lungo termine mirati a garantire ai diseredati del mondo e a ogni essere svantaggiato un’esistenza libera e dignitosa.

Nell’ambito delle problematiche nazionali e locali i lions sono chiamati ad assumere un ruolo partecipativo, non soltanto attraverso il voto ma esercitando un attento controllo con l’equilibrato utilizzo delle possibilità offerte dalle leggi 142/90 e 241/90. Bisogna però evitare ogni rischio di commistione, specialmente nei casi ove possa ravvisarsi un conflitto d’interessi.

Nei club militano uomini di varia estrazione ideologica ma ciò che li deve accomunare è la primazia dei valori etici fondamentali. Più localmente gli interventi devono essere diretti a elevare il livello culturale della propria comunità intervenendo perché vi siano adeguate strutture, sollecitando perché vi siano adeguate manifestazioni, suscitando interessi alla frequentazione delle biblioteche e musei pubblici.

Occorre progettare, non perdendo di vista il grado di realizzabilità, curando i contatti con le pubbliche amministrazioni e le autorità scolastiche, organizzando pubblici dibattiti, coinvolgendo altri organismi, associazioni e personalità di spicco nelle specifiche competenze, ponendo in essere ogni attività che abbia come fine la solidarietà universale, la conoscenza di diritti e doveri. 

 

 

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